Il gioco sacro del mondo di Anna Lambardi

Schermata 2018-09-20 alle 15.07.16

Proiezione video e presentazione libro d’artista

Testo critico di Eleonora Fiorani

A cura di Gabriella Brembati

Galleria Scoglio di Quarto

20/21/22 settembre 2018

Inaugurazione 20 settembre 2018 ore 18:00

Gli uomini sono il loro territorio, le loro montagne, valli, pianure, cieli, mari. E la terra è la memoria di cui sono fatti, una memoria che ricorda il tempo del sogno e delle origini che è sempre presente e insieme assente. é il luogo dei canti e delle narrazioni, e quello delle storie e proprio per questo il luogo dell’arte. Ed è questo ciò di cui parla l’opera di Anna Lambardi, in cui è lei stessa che legge, o meglio recita, un racconto poetico delle origini come preannuncia il titolo panta rei, tutto scorre, come diceva Eraclito, e che ci rimanda ai milesi che del mondo cercavano l’arché, gli elementi che costituiscono la physis, la natura naturante e naturata quindi a un’idea di natura come sistema vivente da cui parte la ricerca filosofica in Grecia. E come in Eraclito, un bimbo alla fine del racconto prende la parola, una suggestione che fa risuonare Nietzsche dell’eterno ritorno e il fanciullo che gioca il gioco sacro della creazione dei mondi. È il segno, la scrittura per lei che dˆ avvio alla creazione in un racconto accompagnato da visioni di immaginari e misteriosi paesaggi dell’origine, che il segno traccia, animate, in sottofondo alla voce narrante, dai suoni degli elementi: dell’aria e dei venti, dell’acqua e del flutti, della terra e del crepitio del fuoco, cos“ che le immagini che lo accompagnano ci appaiono dotate di un fascino misterioso e di una valenza onirica e antica. Sono la lingua dell’acqua, dell’aria, della terra, del fuoco. In essa l’aria accarezza e avvolge la terra, è vento, soffio, respiro, il principio della vita di ciò che esiste. E l’elemento diffuso, sottile, invisibile, impercettibile e sempre presente, è permanente e mutevole, ma basta l’alzarsi di un vento perché tutto muti sotto il nostro sguardo. é la vibrazione sonora e lo spazio in cui transitano le nuvole. é anche il senso dell’esteriorità, dell’illimitato. é il vento e i venti sono “i vuoti stellari della notte”. Sono ciò che muove oceani, nuvole e flutti che sfuggono a ogni disciplina. Il vento sembra non avere cittadinanza nel regno delle forme eppure è in grado di impossessarsi del cielo, delle acque e della terra, di trascinarli con sé. Modella le montagne e la terra, muove le acque, crea e disfa le dune del deserto rendendolo un paesaggio mobile e sempre mutante. Acqua, aria, terra, fuoco sono modi d’essere dello spazio, su cui incombe e transita un astro nero. Tutto è luce o buia e avvolgente notte. La luce modifica il volto della terra mentre la notte confina con l’incertezza, in cui le cose perdono i loro contorni, è il regno dell’ombra che apre al mistero, e al fantasticare. Cos“ il bellissimo poema visivo di Anna Lambardi cattura il nostro sguardo e noi abbiamo l’impressione di assistere alla creazione del mondo e ci troviamo immersi in un’incantata e feconda immaginazione, in cui il gioco del bambino e dell’artista diviene metafora cosmica, a cogliere la vita del tutto e il grande gioco del mondo come in Eraclito-Dioniso, secondo il motivo dell’eterno ritorno del tempo, in cui tutto scorre e ricomincia. é anche speranza e memoria, nell’incerto del presente, mentre tutto sta cambiando intorno a noi.

Eleonora Fiorani

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