Incanti notturni a Montelaterone

23453545Il luogo è: Montelaterone, le sue case, le vie strette, le pietre consumate, le storie delle sue strade.

Il tempo è quello di Settembre, quando il vento arriva, puntuale, a spazzare via gli ultimi giorni di caldo.

Il motivo per cui mi trovo lì, tra le pietre e il vento, sono gli “Incanti Notturni”.

Perché ogni anno succede questo, che Angelika, Joerg e Sarah pensano a qualcosa di magico, e solitamente anche molto surreale, iniziano a giocare con un’idea e con le sue sfumature, la maneggiano con cura, la interrogano di notte, se ne fanno catturare completamente. Fino a sentirla dentro, come creatura viva che ha necessità di uscire, di esistere. Così nascono gli “Incanti Notturni”, nel silenzio di una casa di persone incredibili che a Montelaterone ci vivono da anni, da sempre, e che tra quelle pietre hanno portato un vento nuovo, vento speziato, con un pizzico di meraviglia in più.

Cosa sono gli “Incanti Notturni”? Difficile da spiegarlo, bisogna vederli, bisogna passeggiare in quelle due sere di settembre tra le vie di Montelaterone, con la luna che sorride dall’alto del suo posto di spettatrice privilegiata. Bisogna essere lì quando il Vibrafono di Gabriele comincia a spandersi nell’aria e i primi volti curiosi si radunano vicino alla fonte, o quando appare dal nulla un palombaro che si immerge nella sua acqua gelida. Vorrei farvi ascoltare il silenzio di duecento persone che si raccolgono intorno alla meraviglia e al suo dipanarsi lenta, gentile, tenace, tra le case del vecchio paese, con gli anziani che si affacciano e sorridono, scendono a vedere, e i bambini che corrono avanti per scoprire per primi gli spettacoli nascosti. Le strade sembrano ancora più importanti da calpestare, ogni angolo nasconde un sortilegio, una poesia, una canzone, una storia. E i piedi si arrampicano per le salite, si arrestano, ripartono, si affrettano nelle discese. E’ come entrare nel sogno di qualcuno, non da intrusi, ma con invito ufficiale, gentile accoglienza e, addirittura, una guida affascinante che ti conduce lungo il cammino, tra rime e sussurri. E’ come quando si raccontano le storie ai bambini, e si gode del loro sguardo che si fa gigante di fronte all’infinito della fantasia, solo che qui sono soprattutto (ma non solo) gli adulti a riempirsi gli sguardi, le mani, la pancia di immaginazione, di umorismo, di leggerezza, di follia, d’incanto.

Ho lasciato i miei timori per l’inverno che arriva lì, tra un tango sui trampoli e una parola offerta alla notte. Gli “Incanti Notturni” hanno sempre il grande merito di ricordarmi com’è bello guardare il mondo, com’è importante viverci e non sopravviverci, come è sottile la linea che separa la presenza dall’assenza, quanta saggezza ci sia nella collaborazione e nel rispetto, nell’onestà delle idee, e come sia forte il potere della convinzione, grazie alla quale piccoli, dolci miracoli come questi possono accadere.. e accadono, semplicemente, tra un soffio di vento e l’altro, mentre settembre arriva, mentre la luna sale, l’estate sfuma sulle note di una canzone bellissima, a Montelaterone.

Benedetta Fera

 

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