Amiata: cambiamento climatico e turismo

amiata-da-sant'angelo-con-ulivi-1L’estate 2026 è destinata a rimanere nella storia come quella dove le temperature estive hanno segnato record assoluti; si badi bene non di “temperatura percepita” come da un po’ di tempo viene indicato in molti previsioni o bollettini meteo, ma quella realmente misurata da quando le rilevazioni sono diventate prassi scientifica, cioè dalla metà del XIX secolo. I dati forniti attestano che questa è stata la temperatura estiva più alta dal 1950, superando anche quella anomala del 2003.

Ciò che ha reso sfiancante il tutto è la durata di questa incredibile stagione, iniziata circa a metà maggio e durata fino alla metà di settembre. Negare che questo cambiamento climatico è la diretta conseguenza di comportamenti umani sciagurati assimila coloro che lo fanno ai teorici del “terrapiattismo”. Gli studiosi prevedono che questo trend di riscaldamento globale continuerà a lungo e per troppo tempo si è fatto finta che il problema non esistesse, non prendendo in considerazione le lucide analisi di personaggi come Alexander Langer (scomparso troppo presto) e -per alcuni tratti peculiari- di Antonio Cederna. Oppure, per rimanere all’oggi, di Luca Mercalli.

Anche se oggi stesso diminuissero sensibilmente le emissioni in atmosfera soprattutto di CO2, passerebbero moltissimi anni per riequilibrare i danni avvenuti nell’Antropocene, l’ultima era aggiunta da molti studiosi per indicare da quando l’uomo ha cominciato ad interagire sul proprio pianeta con attività sempre più incompatibili per la Terra stessa.

Questa lunga premessa per arrivare alla considerazione che tutto ciò sta determinando, oltre al disastro ambientale, un cambiamento dei comportamenti sociali di noi tutti. Quotidianamente sui media veniva indicato come proteggere le fasce più deboli della popolazione, con la ripetizione esasperante di consigli quali: “stare in casa nelle ore più calde” di “soggiornare nei centri commerciali e di “coprirsi il capo e bere molto”…

Nelle città e lungo le coste il caldo, anche notturno, è diventato sempre più insopportabile e le famiglie, non solo nel canonico periodo feriale, sono letteralmente trasmigrate da quei luoghi infernali, su colline e montagne. Un fenomeno avvenuto in tutto il Paese, da sud a nord. Questo per tentare di sfuggire alla canicola, cercando di trovare un po’ di giorni, anche solo qualche ora, che ponesse fine alla tortura.

Qui da noi, sull’Amiata, siamo stati testimoni diretti di questa trasmigrazione; sappiamo di come la costa maremmana, prevalente luogo per le vacanze estive, abbia conosciuto (quasi ovunque) cali consistenti di presenza essendo il caldo insopportabile anche sotto l’ombrellone piantato nella battigia, con una temperatura del mare simile a quella dei centri termali. Inoltre, sulla costa l’escursione termica giorno/notte è minima. Le prenotazioni sono saltate, anche di coloro che avevano già pagato il loro posto nelle tante aree balneari storicamente attrezzate.

La conseguenza automatica è stata un incremento di presenze molto consistente, anzi a livello di record, sostanzialmente in tutti i nostri centri amiatini. Un grande beneficio per i nostri luoghi, sia economico che sociale; era complicato trovare un luogo per mangiare che avesse tavoli liberi, rendendo arduo trovare posto anche nei bar. Ripeto, una grande spinta per l’economia della montagna che richiederà un’organizzazione più attenta per il futuro prossimo, considerando che le previsioni indicano un ripetersi, nel breve/medio periodo di queste condizioni climatiche.

Che dire? Al netto del disastro ecologico complessivo, è ottimo per la nostra asfittica economia e per il progressivo spopolamento -innegabile- che ci accompagna da decenni. Conosciamo bene il lungo stillicidio che ha portato alla scomparsa di attività di ogni genere, come il commercio di prossimità.

Questo inaspettato beneficio ha portato alcuni dei rappresentati delle pubbliche amministrazioni ad intestarsi il merito dell’inaspettato incremento turistico; si sono sperticati per dimostrare di come loro fossero gli autori di quanto stava accadendo. Era il frutto della loro programmazione e degli ampi calendari dei loro eventi culturali da loro predisposti, affacciandosi sui social con volti sorridenti e soddisfatti per incassare i peana di una sempre più plaudente claque.

Per non farla troppo lunga, per mia comodità faccio un solo esempio -dei molti che ce ne sarebbero- cioè che in una bella località amiatina, le Macinaie, per tutta -tutta! – l’estate c’è stata una presenza massiccia di persone, moltissime in più rispetto agli ultimi anni, tutti alla ricerca di un poco di aria fresca, per respirare e beneficiare di quella magnifica foresta, quindi attratti solamente da questo. La domanda che sorge spontanea è: ottimi amministratori quali eventi hanno attratto tutte quelle persone proprio lì in quel luogo? Mi sembra nessuno a mio modesto avviso, se non il luogo stesso, quindi, un poco di moderazione e senso della realtà, compreso il costante stare sopra le righe, sarebbe di una qualche utilità, soprattutto perché l’anno è lungo e i problemi seri da affrontare sono tanti ed urgenti.

Sergio Bovicelli

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