Arcidosso: al teatro degli Unanimi va in scena lo spettacolo “Lourdes”

42343454Terzo appuntamento della rassegna “Teatri d’Amiata”: il 17 febbraio agli “Unanimi” di Arcidosso, alle ore 21, va in scena Lourdes, libero adattamento dall’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci (Adelphi 1998), per l’adattamento e la regia di Luca Ricci e la collaborazione alla scrittura scenica di Andrea Cosentino, con Andrea Cosentino; con musiche originali eseguite dal vivo da Danila Massimi.

Lo spettacolo da vita a un divertente carnevale di personaggi, ciascuno con le proprie aspettative e speranze; tutti in viaggio verso Lourdes, tutti in attesa di un miracolo. Il linguaggio misto di aulico e dialettale, i numerosi coprotagonisti o anche piccole apparizioni, coralmente disegnano un’umanità così disperata da sconfinare nella più grande comicità. È una sorta di mistero buffo contemporaneo, decisamente connotato in senso grottesco che, nell’interpretazione di Andrea Cosentino, si apre a una spettacolarizzazione al contempo popolare e virtuosistica. Lo spettacolo traccia una strada sghemba e irregolare verso quello che è, a tutti gli effetti, un abbandono alla fede e dunque una conversione.

Lourdes è una produzione di CapoTrave/Kilowatt e Pierfrancesco Pisani/Infinito srl con il sostegno di Regione Toscana. Lo spettacolo è vincitore de I Teatri del Sacro 2015.

COSÌ LA STAMPA…

…Da una sola voce e da un solo corpo attoriale prende vita una chiassosa, bizzarra, autentica sequenza di personalità, compresi i vari parenti di sedicenti infermi, curiosi con qualche acciacco, turisti, collaboratori, fedeli, che s’intravedono nei pressi della Grotta delle Apparizioni: tutti in cerca o in attesa di intervento divino. Perché, in caso di miracolo, meglio farsi trovare pronti.

(quartaparetepress.it, Nicole Jallin)

…ritmo ben misurato e armonico, spezzato solo dalla musica live di Danila Massimi, e procede dritto per dritto fino alla fine, con una conclusione imprevista… se vi capita, non perdetelo. (L’Unità, Francesca De Sanctis)

…il pellegrinaggio surreale di Maria Angulema, al centro del romanzo di Rosa Matteucci, ha suscitato da subito un entusiasmo trasversale. Perché nella sua scrittura potentemente comica, ma allo stesso tempo attenta alle inquietudini mai risolte dell’animo umano, confluiscono tutto il grottesco e tutto il tragico di cui abbonda un luogo dove i confini della religione toccano la sfera delle credenze popolari. A più di quindici anni di distanza dal libro ci pensa un genio comico irregolare e irresistibile come Cosentino a trascinare sulle assi del palcoscenico una storia che – stando a metà tra la confessione interiore e l’affresco corale – sembra fatta apposta per il suo teatro di personaggi improbabili e macchiette surreali.

(minimaetmoralia.it, Graziano Graziani)

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