Cronache dall’esilio IXL: Attenzione ai pediatri

children-1931189_1280I pediatri italiani si sono messi delle “strane” idee in testa: pensano che l’uso degli oggetti elettronici dei bambini tra 0 e 8 anni sia pericoloso. È uscito un loro specifico documento a nome della Società Italiana di Pediatria, nota conventicola di sovversivi, pubblicato lo scorso mese sull’ Italian Journal od Pediatrics, in cui sostengono che l’uso degli smartphone produce “interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli”. Le ragioni dei danni possibili sono facilmente intuibili. Viceversa in Italia circa 8 bimbi su 10 (tra i 3 e i 5 anni di età) sono in grado di usare il telefono dei propri genitori. Come al solito per tutte le condotte additive e ripetitive (definizione che sostituisce il vecchio concetto di “dipendenza”), dall’uso delle bevande alcoliche fino appunto all’uso dei cellulari, la responsabilità è dei genitori, che usano i congegni elettronici per distrarre o calmare i figli (già nel 30% dei casi nei bambini durante il primo anno d’età e nel 70% nel secondo). La storia si ripete, era già accaduto con la tivù e in particolare con l’educazione alla violenza assistita con le scene viste sul teleschermo. Il risultato sono le attuali generazioni di tele-vedenti e poi tragicamente tele-votanti, ora si profila un futuro catastrofico di rincoglioniti digitali. La cosa era già stata prevista da Miguel Benasayag in L’epoca delle passioni tristi (Feltrinelli, 2004), che metteva in guardia rispetto ai danni sulla psiche di bambini troppo abituati a “far succedere sempre qualcosa” pigiando il tasto dei vari congegni e quindi non più capaci di reggere la solitudine e l’inevitabile frustrazione della realtà. I pediatri, poi, che sovversivi fino in fondo non sono, si moderano e consigliano di ridurre l’uso degli smartphone ad un ora al giorno nei bambini tra i 2 e i 5 anni e a due per quelli tra 5 e 8 anni. Non è meglio non farne di nulla ? Mi chiedo quale spazio rimane per il pensiero critico nel futuro?

Da Venerio
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