Il ritorno di “Turisti dal Passato”: due serate tra teatro, archeologia e musica sull’Amiata

Abbadia San Salvatore e Castel del Piano – In questo territorio il paesaggio rischia di essere ridotto a sfondo per selfie o cartoline preconfezionate o, peggio, sacrificato al balletto scomposto tra due opposti ugualmente deleteri, ma comunque antitetici: sfruttamento turistico intensivo e neoestrattivismo in salsa verde. TeatrArcheo invita a fare un passo indietro, anzi: un viaggio nel tempo. Dopo il successo della riscoperta delle Città del Tufo degli anni passati, tornano infatti gli appuntamenti con Turisti dal Passato, due serate di teatro, musica e archeologia tra parole antiche e suoni popolari, per riscoprire l’Amiata con gli occhi meravigliati dei viaggiatori d’altri tempi.

Il 18 luglio alle ore 18:00, la suggestiva cornice del Chiostro dell’Abbazia di San Salvatore ospiterà il primo atto dello spettacolo, mentre il giorno seguente, 19 luglio alla stessa ora, sarà il sito archeologico del Podere “La Pieve” di Castel del Piano, anticamente noto come Mustìa, a fare da teatro naturale alla seconda parte. Un luogo di straordinaria rilevanza storica e archeologica, Mustia fu legata sin dalle origini al Monastero di San Salvatore, con continuità di frequentazione documentata già dal 738 d.C.

In scena, le voci straordinariamente evocative di Francesca Ventura e Giacomo Rosselli ridaranno vita ai racconti appassionati e spesso pungenti di autori come Edward Hutton, Katharine Putnam Hooker e Rodolfo Calamandrei, accompagnati dalle musiche dal vivo dei MistiCanti Popolari, con un repertorio che spazia dalle canzoni di viaggio a quelle di miniera, passando per i canti del maggio, dell’ironia anticlericale e persino del somaro, immancabile protagonista del paesaggio rurale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio Progetto ArcheoAmiata, nato per intrecciare tutela, ricerca e narrazione partecipata del territorio. Come l’Associazione Cultura e Territorio, promotrice del progetto ha sempre sostenuto: “Non solo scavi e convegni, che rimangono fondamentali, ma anche percorsi culturali che coinvolgano la comunità e restituiscano voce alla memoria dei luoghi.” E proprio la comunità di ArcheoAmiata si sta allargando: il progetto continua ad accogliere le istanze della popolazione, orientando attività che siano sempre più inclusive, condivise e radicate.
A sostenere l’evento sono l’Associazione “Cultura e Territorio”, l’Associazione “I Sogni in Teatro”, il Comitato Amiata Eco, il Comitato Ambiente Amiata e, da quest’anno, anche il Comitato Montenero – Porta di Amiata e Val d’Orcia e Hearth Amiata, a testimonianza di un legame sempre più profondo tra cultura e territorio. Fondamentale anche il contributo della Casa Editrice Effigi, che ha reso disponibili le riedizioni delle opere dei viaggiatori protagonisti

Perché tornare a leggere le parole di questi “turisti del passato”? Per recuperare una prospettiva limpida, capace di vedere ancora l’incanto di un paesaggio non snaturato, di comunità vere e di una cultura silenziosa ma tenace. In tempi in cui la montagna rischia di essere compromessa da modelli di sfruttamento squilibrato, Turisti dal Passato ci restituisce il senso di meraviglia come gesto di resistenza e rigenerazione. Quella meraviglia che animava i primi visitatori dell’Amiata, quando ancora il turismo era un’avventura dell’anima. Così scriveva Edward Hutton, osservando la montagna da Siena: “Ah, se potessi raggiungerla! Là, sì là, se in qualche parte nel mondo c’era tutto ciò che io potevo desiderare, il fresco ed il silenzio, il vento tra gli alberi…”

Ma accanto al lirismo romantico, non mancano accenti più ironici e crudi. La Putnam Hooker descrive Abbadia San Salvatore come “vergognosamente sporca” e popolata da “ragazzi rudi che lanciano pietre”, mentre Hutton, con elegante sarcasmo, osserva che la modernità ha portato in paese “una nuova invasione di Barbari sotto forma di una pragmatica Compagnia Tedesca”, riferendosi alle miniere. Calamandrei, dal canto suo, paragona i bambini della montagna alle locuste bibliche e ironizza: “Credo che non da altra causa Erode fosse spinto alla famosa ecatombe di bimbi…”

I due appuntamenti rappresentano anche un modo per dare continuità a una progettualità culturale che ha già visto il recupero e la valorizzazione di siti, fonti documentarie, tradizioni e memorie locali. Turisti dal Passato dimostra come sia ancora possibile narrare l’Amiata senza banalizzarlo, restituendo dignità al suo paesaggio e alla sua gente.

L’ingresso è gratuito. Consigliata la partecipazione a entrambe le serate per apprezzare il racconto nella sua interezza.

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