Alla Vigilia del trascorso Natale si è spento all’Ospedale “Misericordia” di Grosseto don Selio Bonotto, 86enne parroco di Selvena, colpito due giorni prima da un infarto che ha provocato ulteriori ed esiziali complicazioni. Il sacerdote, originario del Veneto (nato a San Paolo di Piave, provincia di Treviso, il 24 Giugno 1939) era stato ordinato sacerdote a Montefiascone nel 1965 e, dopo brevi periodi in altri incarichi, fu nominato parroco di Castell’Ottieri nel 1967 e vi rimase fino al 1985, mantenendo anche successivamente legami e rapporti di amicizia con i suoi ex parrocchiani, presenziando spesso alle feste patronali e tornando a celebrare riti esequiali per diversi di loro. Successivamente è stato prima amministratore parrocchiale e poi parroco di Santa Fiora (fino al 1997), trasferendosi infine a Selvena, mantenendo l’incarico anche oltre i 75 anni di età (limite canonico ordinario), non mancando di coadiuvare, quando richiesto – anche negli ultimi anni – don Tito Testi, parroco di Castell’Azzara e Montevitozzo. La sua è sempre stata una presenza non ingombrante, sobria, improntata alla testimonianza evangelica nel quotidiano delle piccole cose, coltivando anche rapporti personali ed amicizie con molte persone, del territorio e non solo. Il saluto a don Selio, nella chiesa di Selvena è avvenuto il mattino di sabato 27 Dicembre, con la partecipazione di un ampio numero dei suoi confratelli sacerdoti ed il vicario generale don Luca Caprini che ha guidato la celebrazione (portando il saluto del Vescovo, mons. Bernardino Giordano, assente per una indisposizione influenzale). Don Tito, incaricato di un’omelia a tratti interrotta per la commozione, ha letto la vita ed anche il momento del distacco terreno di don Selio come una ricerca continua di testimonianza di quel Gesù per il quale ha speso la sua vita. A seguire è stato letto anche un messaggio del cardinale Angelo Comastri, il quale ha ricordato come nei momenti importanti don Selio si facesse sempre presente con lui, raggiungendolo via telefono. Al termine, il vicario generale ha dato lettura di un testo nel quale ha ripercorso la vita ecclesiale del sacerdote, che aveva espresso la volontà che le sue ceneri fossero collocate insieme a quelle degli amati genitori. Di carattere risoluto, che in certi momenti poteva farlo apparire un po’ brusco, era sicuramente abituato ad esprimere il suo pensiero in modo chiaro e netto. Questo tuttavia ha contribuito a farlo largamente apprezzare. Un prete che non era nato qui, ma che ha vissuto in queste terre il suo ministero, fino alla fine, mentre la carenza di sacerdoti è un tema attuale e di non facile soluzione, che vede aumentare la difficoltà a garantire la presenza o, almeno, il servizio pastorale, specie nelle piccole comunità. In questo caso i sacerdoti del Vicariato della montagna, si renderanno disponibili a sostenere don Tito, che sarà con ogni probabilità anche parroco della comunità di Selvena.
Chi scrive conobbe don Selio proprio negli anni in cui era a Castell’ Ottieri, incontrandolo altre volte e rimanendo sempre sorpreso del fatto che ricordasse bene anche il nome, non mancando di inviare saluti da conoscenti comuni incrociati nel suo percorso. Ricordo ed apprezzavo le sue omelie lineari, brevi e chiare. Così come la sua bella voce, con la quale animava i canti liturgici, avendo anche introdotto l’utilizzo di basi registrati (non potendo allora la Parrocchia di San Bartolomeo disporre della costante presenza del maestro Roano Pollini), con le quali introdusse nuovi canti. Almeno tre volte i nostri incontri sono avvenuti, in anni relativamente recenti, nel santuario mariano di Lourdes: le prime due volte fu lui a scorgermi per primo e venirmi incontro per un saluto. La terza, invece, lo vidi di spalle, pronto per la processione pomeridiana: lo raggiunsi e mi accolse con l’ampio sorriso che accompagnava il suo sguardo, sempre luminoso.
