L’abbazia di San Salvatore e la leggenda di Re Rachis

Convento AbbadiaSiamo in una terra antica, magica, non lontana dalla via Francigena, la grande arteria medievale: siamo nel territorio amiatino, una zona ricca di testimonianze, posto prima al confine tra l’Impero e il Patrimonio di Pietro e successivamente tra la Repubblica di Siena, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio; terra di scontri tra feudatari maggiori e minori, con un passato di contese attestato dalla presenza nel paesaggio di paesi arroccati, castelli, pievi, chiese e badie. Terra antica piena di storia, di leggende e di architetture rare misteriose e affascinanti. Se si ha la possibilità di transitare nella parte meridionale della Toscana, in provincia di Siena, tra tutte le meraviglie, non si può certo trascurare una visita al grazioso paese di Abbadia San Salvatore. a ben 830 metri di altitudine, il centro più grande del Monte Amiata che prende il nome dalla celebre Abbazia e terra ricca di mistero.

La leggenda narra della visione avuta dal re dei Longobardi Rachis, durante una battuta di caccia, che si dice fosse stata fondamentale per la fondazione della famosa Abbazia, che infervorò il suo animo di un profondo sentimento religioso: si trovava proprio sul monte Amiata quando sulla cima di un abete gli era comparso il Salvatore. La storia è anche illustrata anche negli affreschi di Francesco Nasini della cappella a destra del presbiterio sopraelevato sulla cripta detta anche chiesa longobarda. Come spesso accade la leggenda si mescola con la storia e non mancano le rettifiche o le opinioni diverse, anche se resta intatto l’incanto della sua tradizione.

“… una mattina … Rachis si avventurò, solo, per un sentiero del tutto ignoto e inesplorato… gli apparve, tutto ad un tratto, su un cocuzzolo un po’ fuor di mano, una cerva meravigliosa… Disperatamente la inseguì, lei avanti e lui indietro… Finché si trovò in un bellissimo pianoro, tutto soffice di erbe e di fiori sotto i castagni … Fu appunto sotto il piu grosso di questi che la cerva si fermò… Ma subito il castagno sfavillò… ed una voce che non si capiva bene da dove venisse: – Non uccidere, – gridò – non uccidere, oh re, se ti è cara la corona del Regno Celeste-… Rachis… vide che sul castagno come sopra un trono, c’era un Re differente da tutti re della terra…Chi sei tu? Chi sei tu? – mormorava con un filo di voce rimastagli nella gola, Rachis, senza muoversi. -lo sono il re dei re, il dominatore dei dominatori io ti comando, o Rachis, di costruire su questo Iuogo una chiesa in mio onore! – … Da quel giorno il re cacciatore… si mise addosso un ruvido vestito di saio, si strinse la vita di una cintura di cuoio e comincio a scavar le fondamenta intorno al fortunato castagno… Siccome lo stare nelle celluzze di legno non era troppo igienico, pensarono di costruirsi un’abbazia accanto alla chiesa: e I’abbazia nacque grande, meravigliosa…”

Le versioni della leggenda più o meno concordano, ma sul nome del fondatore alcuni studiosi indicano un altro signore longobardo, Erfo del Friuli. Come sempre il bello delle leggende non sta solo nella storia che raccontano ma nelle diverse versioni che hanno assunto nel tempo: anche ciò contribuisce a conferire fascino alla storia.

La certezza è che l’Abbazia divenne tra le più potenti della Toscana, appartenuta prima ai Benedettini, poi ai Camaldolesi e per lungo tempo ai Cistercensi. Tutti concorderanno, in ogni caso, con l’estrema bellezza e suggestione della struttura, con all’esterno una facciata derivata dall’architettura carolingia e ottoniana, con due torri: raro esempio in Italia e unico in Toscana. Difficile descrivere a parole la meraviglia di tanta armonica leggerezza e snellezza di pietra concentrata tutta in uno spazio dove l’occhio si perde indagando; un tripudio di simboli e di elementi diversi che conferiscono all’ambiente grazia e bellezza che commuove.

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1 commento a “L’abbazia di San Salvatore e la leggenda di Re Rachis”


  1. […] Siamo in una terra antica, magica, non lontana dalla via Francigena, la grande arteria medievale: siamo nel territorio amiatino, una zona ricca di testimonianze, posto prima al confine tra l’Impero e il Patrimonio di Pietro e successivamente tra la Repubblica di Siena, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio; terra di scontri tra feudatari maggiori e minori, con un passato di contese attestato dalla presenza nel paesaggio di paesi arroccati, castelli, pievi, chiese e badie…(continua) […]

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