La Maggiolata Canora

Composizione Gruppo – Itinerario canoro – Tipologia offerte

SANTA FlORA-MARRONETO
Passato
Squadra locale di uomini con fiori nel cappello e giacca. Cantavano alla natura e all’amore.
Ricevevano uova e salsiccia. Paese e campagna. Tradizione interrotta nel 1940 circa.

BAGNORE
Passato
Squadra locale di uomini (alcuni della “Befana”), con fiori nel cappello e all’occhiello. Paese e campagna. Fisarmonica o organetto e chitarra. Ricevevano uova. Frittata comune. Tradizione interrotta da 15 anni circa.

BAGNOLO
Passato
Segnalazione del canto proposto per alcuni anni, prima della 21 guerra mondiale; sconosciuto il gruppo canoro.

SELVA
Passato
Due squadre locali di soli uomini (“corsicai” e “selvaioli”) con fiori al cappello o alla giacca.
Paese, borgate sparse e campagna. Fisarmonica e clarino. Lasciavano alla porta un rametto di gelsomino e alla mattina del 1° maggio ripassavano a raccogliere le offerte (uova). Frittata comune. Cantavano anche sotto il proprio “albero di maggio”. Tradizione interrotta negli anni ’60.

CONTIGNANO
Passato
Non esiste la tradizione. (Unica testimonianza raccolta, questa frase: «Andererno a cantà il maggio/ se ci date del formaggio/ del prosciutto bone fette / siamo quattro ragazzette»).

CASTIGLIONE D’ORCIA
Passato
Due squadre di “Maggiaioli” del luogo, tutti uomini; fiori alla giacca; il capomaggio e i suonatori di strumenti a corda; ricevevano uova, formaggio, vino. Testo maggiolata alternato a brani musicali; proponevano anche altre canzoni popolari; paese e campagna. Cena comune.
Presente
Una squadra locale; strumenti a fiato; testo e modalità invariati. Paesi vicini e campagne. A Castiglione d’Orcia passano nella giornata successiva a ricevere le offerte, solitamente denaro. Cena comune.

VIVO D’ORCIA
Passato
Squadra locale di “Maggiaioli”, tutti uomini; fiori alla giacca e al cappello. Chitarra, mandolino e organetto. Paniere fiorito. Il testo veniva modificato ogni anno. Giravano paese e campagna. Ricevevano uova, polli e denaro. Lasciavano nelle case dei gigli bianchi. Tradizione interrotta da circa 20 anni.

CAMPIGLIA D’ORCIA
Passato
Squadra locale di “maggiaioli”, (alcuni anni si formavano anche più gruppi). Senza fiori. Tromba e trombone a pompa; ricevevano formaggio, uova e rigatino. Itinerario nei paesi della Val d’Orcia. A Campiglia passavano la mattina del 1° maggio. Tradizione interrotta con l’inizio della Seconda guerra mondiale.

SEGGIANO
Passato
(Non rilevata la tradizione). Unica testimonianza la memoria di un anziano di un “Maggio per le anime purganti” (vedi testi Appennino Tosco Emiliano).

PESCINA
Passato
Non esiste la tradizione. Per alcuni anni sono passate squadre dei paesi vicini: Montenero, Montegiovi.

MONTENERO
Passato
Squadra locale di “maggiaioli”, tutti uomini, con collane di fiori e cappelli infiorati; paese e campagna. Ricevevano uova, salsiccia, galline e formaggio, poi consumati insieme; solo la fisarmonica. Tradizione interrotta negli anni ’60, ripresa nel 1975 dai giovani del paese.
Presente
Squadra di giovani del luogo. Identiche modalità di canto e comportamento. Ricevono offerte in denaro. Cena comune.

MONTEGIOVI
Passato
Gruppo locale di soli uomini che, senza strumenti, proponeva ogni anno lo stesso testo di maggiolata. Ricevevano offerte di sole uova, consumate in una comune frittata. Tradizione interrotta da 15 anni circa.

ARCIDOSSO
Passato
Squadra locale di soli uomini; fisarmonica; paese e piccole fsazioni vicine. Ricevevano uova, formaggio e salsiccia
Presente
Squadra di giovani delle frazioni vicine al paese (soprattutto dei Bagnoli). Ricevono uova e denaro. Cena comune.

MONTELALATERONE
Passato
Squadra locale di “maggiaioli”. Tutti uomini; cappelli infiorati; paese, villaggi e campagna; fisarmonica e chitarra; ricevevano formaggio, uova e denaro. Pranzo comune. Nel 1979 andarono in Maremma col “somaro” e i “corbelli” a piedi, a cantare “il maggio”; arrivarono a Granaione e Castiglioncello Bandini.
Presente
Squadra di uomini e giovani. Tradizione invariata.

S. LORENZO
Passato
Squadra locale di “maggiaioli”, tutti uomini. Suonavano fisarmonica e chitarra e proponevano lo stesso testo ogni anno. Tradizione interrotta nel 1973.

ZANCONA-MACCHIE
Passato
Varie squadre di “maggiaioli” composte da uomini dei due paesi. Abiti normali con fiori freschi o di carta sul cappello. Paesi e campagna. Organetto o fisarmonica, chitarra e mandolino. “Capo squadra”, “panieraio” e “sonatori”. Testo sempre uguale ogni anno. Ricevevano uova, prosciutto e formaggio. Pranzo comune e “frittatone” di uova. Tradizione interrotta nel 1979, successivamente rappresentata solo sporadicamente.

SALAIOLA
Passato
Squadra locale di uomini. Abiti normali e fiori nel cappello e/o giacca. Paniere infiorato. Serenata quando c’erano le ragazze. Ricevevano uova, formaggio, polli e salsiccia. Pranzo comune il 1° maggio. Tradizione interrotta nel dopoguerra (1948 circa).

STRIBUGLIANO
Passato
Squadra locale di soli uomini; chitarra e fisarmonica, mandolino e clarino (suonavano anche le “zeppe” di ferro e il pettine con carta velina). Fiori nel cappello. Ricevevano “marron secchi”, fichi secchi, uova, formaggio, salsiccia. Pranzo comune.
Presente
Squadra di giovani del luogo. Fisarmonica e chitarra. Paese e campagna. Offerte in denaro. Pranzo comune.

CASTIGLIONCELLO BANDINI (comune Cinigiano)
Passato
Gruppo locale di uomini; paese e campagna; fisarmonica e chitarra. Ricevevano offerte in natura.
Presente
Gruppo di giovani e adulti. Modalità e testo invariati.

MONTICELLO AMIATA (comune Cinigiano)
Passato
Squadra locale di uomini (Maggiaioli); fiori nel cappello e giacca; chitarra, mandolino e fisarmonica. Offrivano un mazzolino di fiori alle donne della casa visitata. Testo variato ogni anno. Ricevevano uova, polli, formaggio, salsiccia. Il “capo maggio” e il “panieraio”. Durante gli anni del regime fascista fu proibito anche a loro di cantare il maggio, anche se inserirono nel testo il nome di Mussolini. Tradizione interrotta negli anni ’70

ROCCALBEGNA
Passato
Squadra locale di soli uomini; cantavano accompagnati dal suono del mandolino, violino, chitarra e fisarmonica. Tradizione interrotta nel 1918 circa.

S. CATERINA
Passato
Squadra locale di “maggiaioli”, tutti uomini; fiori alla giacca; fisarmonica e chitarra; cantavano “Il Maggio Serenata”; ricevevano uova e formaggio. Paese e campagna. Regalavano un mazzolino di fiori alle donne (lillà).
Presente
Gruppo di giovani e adulti. Madalità e testo invariati.

VALLERONA
Passato
Squadra locale di “maggiaioli”, tutti uomini; paese e campagna; fino al Monte Labbro. Fisarmonica. Mazzolino di fiori di “maggio” (lillà) alle donne. In paese passavano alla mattina per ricevere le offerte. Cena comune.
Presente
Gruppo di giovani e adulti. Modalità invariate.

CANA
Passato
Due squadre locali di “maggiaioli”, tutti uomini con abiti normali e fiori alla giacca o cappello (una del paese e una dei poderi). Ricevevano uova che consumavano in una comune frittata. In paese passavano a ritirare le offerte il giorno successivo 10 maggio.
Presente
Gruppo di giovani. Ricevono uova e denaro. Modalità invariate.

TRIANA
Passato
Squadra locale di “maggiaioli” (la stessa della Befana); cappelli con fiori. Organetto o fisarmonica. Ricevevano uova. Castello e campagna. Tradizione interrotta nel 1960 circa.

ROCCHETTE DI FAZIO
Passato
Gruppo locale di “maggiaioli”, solo uomini; facevano le serenate; lasciavano alle porte dei mazzolini di fiori e passavano il giorno successivo a raccogliere le offerte, tutte in natura. Tradizione interrotta da circa 20 anni.

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